Il concetto della salvaguardia complessiva dell’ambiente, nei suoi aspetti quantitativi e qualitativi ed in quelli della percezione formale non solo culturale, ma anche economico e sociale, ha sempre caratterizzato il sistema d'interventi territoriali nel Veneto.
L’ambiente insediativo, produttivo e relazionale, tra loro integrati, garantiscono infatti il costante miglioramento della convivenza ed aiutano ad accrescere la solidarietà tra i cittadini, la loro cultura, la reciproca integrazione. Garantiscono inoltre il successo delle politiche territoriali studiate per competere in campo economico in contesto nazionale, comunitario e mondiale.
Notiamo, infatti, nelle Pubbliche Amministrazioni locali l'impegno preliminare, necessario anche se arduo, a rendere operante l’idea della continua e sempre rinnovata integrazione tra l’uomo, la comunità e il territorio inteso come luogo di civile convivenza, custode della memoria e sede del progresso economico e sociale.
Queste scelte hanno contribuito a sostenere il confronto del territorio con gli altri soggetti nazionali ed europei. Sono stati necessari provvedimenti caratterizzati di volta in volta da flessibilità, temporaneità, approccio multidisciplinare, utilizzo di strumenti di finanza innovativa, confronto con i modelli esistenti in altre realtà territoriali e sulle “buone pratiche” ma ci hanno messo a disposizione un'area privilegiata.
Si sono costruiti così i “nuovi paesaggi” della contemporaneità, con tutte le sfide e le implicazioni culturali che ciò ha comportato, promuovendo lo sviluppo di tutto il territorio in egual misura, esaltandone le identità e le potenzialità con la consapevolezza di disegnare scenari per il futuro nel rispetto degli elementi naturali, culturali, infrastrutture e contesti politico-legali.
Due nostri illustri contemporanei ne ebbero a dire:
Bernardi U. sociologo (professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi):
“Resiste un disegno continuativo degli insediamenti umani, dal graticolato romano al radicamento del cristianesimo nelle parrocchie, dalle ville venete alle “fabbriche all’ombra del campanile”, che ribadisce il policentrismo veneto, fatto di città medie e piccole, di paesi, contra’ e colmelli, fino all’attuale realtà agropolitana. Nella quale va riordinata la funzionalità dei settori produttivi - a cominciare da un’agricoltura di pregio a lungo emarginata - e garantita la relazionalità propria a una civiltà del dialogo, così com’è venuta a costituirsi nella storia”.
Mario Rigoni Stern (Scrittore):
“Le montagne ci stanno a guardare, ma per fortuna, loro ci sono a nostra salvezza: salvezza dall’inquinamento atmosferico, da quello luminoso, da quello del rumore che hanno reso così disumana la nostra vita ... anche perché sono sempre più convinto che queste nostre montagne alle spalle delle città industrializzate e per il traffico rese invivibili, saranno, con il mare, la salvezza al vivere quotidiano di chi vi è costretto per lavoro...”