
La struttura industriale è caratterizzata dalla presenza di piccole e medie imprese organizzate a rete, per distretti produttivi e nicchie di mercato tra loro complementari. Non vi sono, quindi, grandi imprese nella provincia di Padova, così come non vi sono settori industriali dominanti. All’interno delle attività manifatturiere vanno ricordati i settori della trasformazione alimentare, della meccanica di precisione, della carpenteria industriale, delle macchine per le lavorazioni degli alimenti e dell'agricoltura, della produzione di beni di consumo di alta qualità e dei relativi dei macchinari. Significativa e’ anche la presenza delle produzioni del legno-mobile, delle calzature, dei filati e della maglieria, dell'abbigliamento, di biciclette e veicoli a due ruote, delle apparecchiature e della componentistica per elettronica, telecomunicazioni ed informatica. Notevole è la presenza dell'industria edilizia e dell'ingegneria per le grandi opere in Italia e all'estero. Grande importanza, infine, assume la subfornitura metalmeccanica verso le imprese del nord Europa ed in particolare della Germania. (valore aggiunto), era pari nel 2008 a 25,4 miliardi di euro (ultima stima disponibile diffusa da Unioncamere nazionale ad aprile 2010) con una incidenza del 18,9% sul totale regionale.
Considerando la composizione settoriale, per il totale del terziario il valore del reddito prodotto era di 16,5 miliardi di euro con una percentuale sul totale provinciale del 65%. Seguiva l’insieme delle attività industriali in senso lato, comprendenti il manifatturiero e le costruzioni, con 8,5 miliardi di euro (33,7%), mentre il residuo 1,3% era prodotto dall’agricoltura (337 milioni di euro). La provincia di Padova si posizionava al 10° posto in Italia per incidenza sul reddito prodotto nazionale (con una quota del 1,8% del totale) collocandosi al primo posto in regione. Il valore complessivo del prodotto interno lordo (PIL) provinciale (grandezza che include anche le imposte indirette), riferito ad una prima stima per il 2009, si attestava sui 26,3 miliardi di euro (18,9% del totale Veneto) con un valore 10 pro-capite di 28.688 euro per abitante al di sopra quindi del dato nazionale (25.263) e pressochè analogo al Veneto (28.784). Il 16,6% del valore aggiunto provinciale era prodotto dall'artigianato (con riferimento ai dati del 2007, ultima stima disponibile fornita da Unioncamere nazionale nell’aprile 2010) valore in linea con il dato per il Veneto (16,4%), ma oltre tre punti superiore all’Italia (13,2%). Questa percentuale era però particolarmente elevata nelle costruzioni, in cui la quota del valore aggiunto artigiano sul totale raggiungeva il 57,8% ma era rilevante anche nel manifatturiero (29,7%), mentre era invece più contenuta nei servizi (7,5%), settore in cui la presenza di imprese artigiane era del resto limitata ad alcune specializzazioni.